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Materiali ecologici – Niente più confusione

Oggi troviamo molti prodotti che pretendono di essere realizzati con materiali ecologici.

Caricabatterie per telefoni solari, occhiali da sole, biancheria intima in bambù, stoviglie monouso, shampoo, sono solo alcuni dei prodotti ecologici che troviamo sul mercato.

Ma cos’è ecologico?

La teoria è che un prodotto eco-compatibile è ecologico.

Inoltre, crediamo che essere eco-friendly significhi perseguire la sostenibilità. In altre parole, tutte le nostre azioni dovrebbero cercare di mantenere il delicato equilibrio tra ambiente, economia e società.

Chiarito questo primo concetto, passiamo a parlare dei diversi tipi di materiali ecologici presenti sul mercato.

Tipi di materiali ecologici

L’idea è quella di porre fine, una volta per tutte, alla confusione che li circonda.

Quando avrete finito di leggere questo articolo, avrete una chiarezza assoluta sulle differenze e sui possibili punti d’incontro in ognuno di essi.

Biodegradabili

Biodegradables

Come stabilito dalla norma UNE-EN 13432 del Comitato Europeo di Standardizzazione, un materiale biodegradabile viene decomposto attraverso la

“Decomposizione di un composto chimico organico da parte di microrganismi in presenza di ossigeno per dare anidride carbonica, acqua, sali minerali in qualsiasi elemento presente (mineralizzazione) e nuova biomassa; oppure in assenza di ossigeno per dare anidride carbonica, metano, sali minerali e nuova biomassa”.

Se applicassimo questo concetto a qualsiasi materiale, potremmo stabilire che quasi tutti i materiali possono essere considerati biodegradabili.

Il problema sta nel tempo che impiegano a scomparire e nei danni che generano in quel lasso di tempo.

Per esempio, il vetro impiega 4000 anni per scomparire, le batterie tra 500 e 1000 anni, un sacchetto di plastica 150 anni, un pacchetto tetrabrik si decompone in 30 anni, poi tutti, scompaiono con il tempo.

Poi, potremmo completare il concetto di biodegradabile con il tag “nel più breve tempo possibile“.

In questo modo, si conclude che i materiali biodegradabili devono essere decomposti – senza l’intervento dell’uomo – nel più breve tempo possibile.

Compostabili

Compostables

C’è la convinzione che compostabile e biodegradabile siano sinonimi, ma questo non è affatto vero.

I materiali compostabili sono quelli usati per fare il concime organico, noto anche come compost.

Il compostaggio è un processo che comporta il riciclaggio di rifiuti alimentari o di mangimi, provenienti dal consumo umano, e di detriti vegetali, derivanti dalla potatura degli alberi e dagli scarti del giardino.

Questi ingredienti sono mantenuti ad una temperatura compresa tra i 50 e i 60˚ centigradi.

E questa è una delle differenze più marcate con i materiali biodegradabili: per trasformare i materiali compostabili è necessaria la partecipazione umana.

Uno dei materiali compostabili che dà il meglio di sé è la plastica dell’acido polilattico, nota come PLA e composta da amido di mais, patate o amido di frumento.

Le plastiche PLA sono utilizzate per realizzare coppe, piatti, vassoi, pellicole, suture mediche, impianti e altri prodotti.

Degradabili

Materiales eco friendly degradables

I materiali degradabili sono quelli che si decompongono in particelle molto più piccole, attraverso vari processi.

Ad esempio, i prodotti realizzati in plastica degradabile contengono sostanze chimiche che consentono di scomporli in minuscole parti, alcune delle quali sono microscopiche.

Il degrado dei materiali può avvenire attraverso due processi:

Oxo-degradabili

I materiali oxodegradabili sono quelli che si decompongono o si degradano per ossidazione.

Regolarmente, il processo inizia con la promozione dell’ossidazione attraverso l’esposizione alla radiazione solare, alle sollecitazioni meccaniche o al calore.

Il risultato finale è un prodotto di scarto a basso peso molecolare che – nel tempo – può essere biodegradabile.

Fotodegradabili

Durante i mesi estivi, autunnali e primaverili, il Sole emette la massima radiazione UV verso il nostro pianeta.

Sfruttando questa grande quantità di energia, i materiali fotodegradabili sono esposti alla luce del sole per ottenere la loro decomposizione, soprattutto in quei mesi.

I materiali fotodegradabili sono bloccati con sostanze chimiche che accelerano il processo e la degradazione è più veloce.

Sebbene questo materiale sia considerato eco-compatibile, vi sono dubbi sui livelli di tossicità generati dalle particelle risultanti dal materiale degradato.

Riciclabili

Reciclables

I materiali riciclabili sono tutti quelli che, dopo essere stati sottoposti a processi innescati dall’uomo, possono essere trasformati in materie prime per la fabbricazione di nuovi prodotti.

In generale, il materiale riciclato non perde le sue proprietà e i prodotti che ne derivano sono di alta qualità.

Tra i materiali riciclabili più comuni ci sono l’alluminio, i metalli, la plastica, la carta, il cartone e il vetro.

Un elemento importante entra in gioco qui e cioè la corretta classificazione dei rifiuti. Da ciò dipende gran parte dell’ulteriore lavorazione per il riciclaggio.

Solubile in acqua

Hidrosoluble

I materiali ecologici considerati solubili in acqua sono, in larga misura, materie plastiche.

Questo tipo di materiale si decompone, fino a dissolversi completamente, quando viene a contatto con l’acqua a diverse temperature.

Questo tipo di plastica viene utilizzato per la produzione di sacchetti, filamenti per stampanti 3D, urne funebri, tra gli altri.

La bioplastica uno dei più recenti materiali ecologici

Bioplástico, uno de los materiales eco friendly más nuevos

Di recente invenzione, le bioplastiche sono prodotte dopo la lavorazione di materie prime naturali e rinnovabili.

Tra i vantaggi delle bioplastiche vi è la loro capacità di essere materiali biodegradabili o compostabili.

Le fonti naturali più utilizzate sono la pianta della soia, il mais e la fecola di patate.

In alcuni paesi, grandi aree di terreno sono piantate per la successiva produzione di enormi quantità di bioplastica.

La produzione di borse della spesa, bottiglie, giocattoli da spiaggia, occhiali, stivali medici, penne, attrezzature cellulari e parti di automobili sono alcuni degli usi che vengono dati alle bioplastiche.

Renovable y no renovable

Poiché stiamo parlando di materiali ecologici e dei concetti menzionati in questo settore, riteniamo che sia un buon momento per ampliare ulteriormente i concetti che trattiamo.

Vediamo il significato di quattro parole che spesso si trovano nel mondo dei materiali eco-compatibili:

Rinnovabili

I materiali rinnovabili sono tutte quelle risorse naturali che possono essere ripristinate per essere utilizzate nella fabbricazione di nuovi prodotti.

Ad esempio, l’energia solare, l’acqua, l’eolico, le biomasse, sono alcuni dei prodotti considerati rinnovabili.

Parzialmente rinnovabile

Sono quei prodotti che, per essere rinnovati, devono essere rigenerati ad una velocità pari o superiore a quella del loro consumo.

Ad esempio, il legno degli alberi è una risorsa considerata parzialmente o potenzialmente rinnovabile.

Se il consumo supera la velocità di generazione, si crea uno squilibrio che potrebbe compromettere la capacità di rinnovare il prodotto naturale.

Non rinnovabile

In questa tipologia di materiali naturali si trovano tutti quelli che vengono utilizzati nella fabbricazione di prodotti monouso.

In altre parole, possono essere utilizzati una sola volta, ma non possono essere riciclati per realizzare nuovi prodotti.

Gli esempi più importanti di risorse non rinnovabili sono il petrolio, il gas naturale, i minerali e i metalli.

Sostenibile

Nel campo ecologico, che ci unisce, il termine sostenibilità sostenibile o sostenibilità ambientale è la capacità di mantenere l’equilibrio tra la generazione naturale dei prodotti naturali e il loro consumo.

In altre parole, è l’armonia che deve esistere tra la soddisfazione dei bisogni umani e la capacità della natura di generare soluzioni.

Se avete ancora delle domande, scriveteci nella sezione commenti e i nostri esperti vi risponderanno al più presto.

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